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Scorie Nucleari in Sicilia, presa di posizione di Forza Italia e Movimento Sociale Fiamma Tricolore

In Sicilia, tante le reazioni, dopo la definizione da parte del governo nazionale di 67 siti. Per la  Sicilia, come si legge nei vari interventi, sarebbero 4,  quelle potenzialmente idonei al deposito di scorie nucleari: tra Castellana e Petralia Sottana, Segesta-Caltafimi, Trapani e Butera.
Sull’argomento, si registra la reazione del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci che ha dichiarato: «Siamo pronti a dimostrare che l’individuazione dei quattro siti siciliani che dovrebbero ospitare i rifiuti radioattivi è scelta che possiamo confutare. La Giunta di governo darà mandato ad un gruppo di esperti – che prevede anche il coinvolgimento delle quattro Università siciliane – di predisporre un dossier che evidenzi la superficialità dei criteri utilizzati dal Ministero per l’Ambiente nella scelta dei siti. La Sicilia, per la sua vocazione, specificità e condizione ha bisogno di ben altro».
«Abbiamo elementi tecnici inoppugnabili per contestare questa scelta, in contrasto con tutti gli indicatori fisici, sociali, economici e culturali dell’Isola e lo faremo anche con il coinvolgimento dei Comuni interessati, che condividono le nostre preoccupazioni. La Sicilia – ha aggiunto Musumeci – anche per la sua alta vulnerabilità sismica e per la disastrosa condizione della viabilità interna, su cui la Regione non ha competenza diretta, non può permettersi né di ospitare né di trasportare rifiuti nucleari. E se per le strade provinciali aspettiamo da due anni l’invio di un Commissario straordinario da Roma che avvii la manutenzione, per i rifiuti nucleari presenteremo al più presto una carta che illustri le criticità e faccia valere le nostre ragioni. Senza alzare la voce – ha concluso il governatore siciliano – perché più che manifestazioni e cartelli di dissenso servono in questo momento dati e pareri tecnici. Dimostreremo che, certamente per quanto riguarda la Sicilia, è stato preso un abbaglio».
Di seguito, anche gli altri interventi
Scorie radioattive in Sicilia, Mancuso (FI):  “Spero che sia uno scherzo anche se di cattivo gusto, faremo le barricate”
Palermo, 05/01/2021: “Se l’individuazione in territorio siciliano di zone per la creazione del deposito nazionale nucleare è uno scherzo, non è divertente, anzi di cattivo gusto. Se così non fosse, state certi che alzeremo le barricate con muri di cemento armato. Non permetteremo che sia rovinata la nostra agricoltura o la salubrità ambientale.
Se poi, per assurdo, da Roma qualcuno pensa che il nisseno, così come altre zone della Sicilia, possano trasformarsi in discariche nucleari, non ha tenuto conto del tasso di mortalità per tumore, tra i più alti d’Italia. Pensare di incrementarlo è da scriteriati.
Siamo per lo sviluppo, per una partecipazione solidale alle esigenze del Paese, ma sulle scorie nucleari diventiamo i più titolati ambientalisti di sempre. I sindaci non darebbero mai il loro assenso, né la politica regionale. Sono certo che tutta la deputazione sarà dalla stessa parte. Invitiamo gli organi competenti a una chiara ed inequivocabile smentita”. Così afferma il deputato di Forza all’Ars, on. Michele Mancuso.
Forza Italia – Comunicato (Dario Cataldo)
MSFT Stoccaggio di rifiuti nucleari in Sicilia? No, grazie!
05/01/2021 – Con vivo sgomento apprendiamo dalla stampa nazionale che la Sicilia è stata inserita, previa conseguente costruzione d’idonei depositi, nel piano nazionale di stoccaggio delle scorie radioattive. Ciò è quanto emerge dalla Carta nazionale aree potenzialmente idonee (Cnapi).
I Comuni direttamente interessati sono: Trapani, Butera, Calatafimi-Segesta, Castellana Sicula, Petralia Sottana.
La notizia, per quanto assurda e incredibile, è, invece, tristemente vera.
E all’incredulità del primo momento abbiamo sostituito la rabbia di chi, ancora una volta, si vede umiliato e mortificato dalle istituzioni, le quali, non tengono in alcun conto le esigenze di una terra, la Sicilia, che annaspa e fatica a tenere il passo con le altre regioni d’Italia.
Una Regione che, anziché essere valorizzata nei suoi punti di forza, il turismo e la pesca in primis, si vede oggetto di scelte cervellotiche e dannose per lo sviluppo e per l’incolumità delle proprie genti.
Un’isola ad alto rischio sismico, con la presenza di un vulcano attivo, l’Etna, che rende precario ogni concetto di antisismicità che dovrebbe essere la prima certezza su cui fondare le scelte per i siti di tipo nucleare. Una terra che fa affidamento sulle proprie risorse naturali – pesca, agricoltura e turismo – per dare ristoro a un’economia da quasi terzo mondo, non può assolutamente accettare che, per chissà quali oscuri disegni, siano realizzati sul proprio suolo depositi per lo stoccaggio di scorie nucleari.
Il modus operandi, poi, stante le dichiarazioni dei Sindaci dei Comuni interessati, i quali dichiarano di essere completamente all’oscuro delle scelte fatte sulle loro città, lascia ancor di più interdetti. Si perché, per quanto dicano che si sia ancora in una fase interlocutoria; che dibattiti verranno avviati; che pareri di esperti (!) verranno richiesti; che verranno considerati vantaggi e svantaggi, la verità è una: come sempre hanno già deciso tutto e come sempre se ne infischiano delle opinioni degli interessati e dei loro diritti.
Ma davvero pensano, questi signori, di poter operare sulle nostre teste considerandoci al pari di nulla? Davvero credono che il non essere degnamente rappresentati nelle istituzioni, regionali e nazionali, dia loro il diritto di calpestare la dignità, la salute, l’economia di un’intera popolazione?
Se questo credono, sbagliano. E sbagliano di grosso.
Non pensino che sarà concesso loro di perpetrare un nuovo crimine contro la salute e l’economia siciliana così come fu con il MUOS di Niscemi. Sappiano che la Sicilia è stanca di essere considerata alla stregua di una colonia e, in questo caso, è pronta a farsi sentire in difesa dei propri sacrosanti diritti.
E come sempre troverà al suo fianco il MSFT, pronto a dare battaglia in ogni sede e con ogni mezzo. Come sempre, anche stavolta, saremo al fianco dei siciliani per l’affermazione del diritto alla salute e a un’economia forte da cui trarre sostentamento per le future generazioni. Se sarà necessario la Fiamma si mobiliterà per un referendum che palesi la volontà del popolo siciliano.
Nei giorni a venire, quando il quadro sarà ancora più definito, comunicheremo le iniziative concrete che il Movimento Sociale Fiamma Tricolore intende porre in essere perché un altro orrendo crimine contro la Sicilia non abbia a commettersi.
Comunicato – Mario Settineri – Segretario regionale MSFT