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Castell’Umberto: All’Istituto Comprensivo, due incontri di Lettura e Legalità 2022

Un libro, una testimonianza, segni di memoria e amore a trent’ anni dalle stragi di Capaci e di Via D’Amelio (1992-2022). Incontri con Vincenzo Agostino e  Salvo Palazzolo all’Istituto Comprensivo di Castell’Umberto (Messina)
Giungono a compimento con due significativi incontri i percorsi di Lettura e Legalità 2022 dell’Istituto Comprensivo di Castell’Umberto diretto da Maria Ricciardello.
Sabato 7 maggio 2022 alle ore 10.00 gli alunni del Plesso di Castell’Umberto incontreranno Vincenzo Agostino, oggi 84 anni, definito un Padre coraggio, che, più di 30 anni fa, si vide uccidere il figlio sotto gli occhi, insieme alla sua giovanissima moglie incinta, quasi di fronte alla porta di casa. 
Era il 5 agosto 1989, quando Nino Agostino, agente della polizia di Stato in servizio a Palermo, sua moglie Ida Castelluccio, 19 anni, incinta da un mese, vennero assassinati, uno a fianco all’altra, da un commando di uomini armati. 
E per qualche metro, entrambi agonizzanti, si trascinarono mano per mano verso il cancello di casa. Il luogo: la spiaggia di Villagrazia di Carini, a pochi chilometri da Palermo. Esecuzione, si ricostruì dopo, dalle modalità feroci, per la assoluta mancanza di pietà dimostrata dai killer.
Gli alunni dell’istituto insieme ai docenti hanno potuto conoscere a fondo questa vicenda grazie alla visione del film- documentario “Io so chi siete”,
Da trentatrè anni Vincenzo Agostino, insieme alla moglie Augusta Schiera (morta tre anni fa), si batte con forza e determinazione nella richiesta di verità e giustizia sull’uccisione del figlio e della nuora. Alessandro Colizzi e Silvia Cossu seguono così nel loro documentario “Io so chi siete”, Vincenzo Agostino, che dal 1989 non si taglia la barba, come forma di protesta contro l’occultamento della verità.
Il documentario del regista Alessandro Colizzi e della sceneggiatrice Silvia Cossu, prende il titolo dalle parole che Ida Castelluccio, prima di morire per via di una pallottola nel cuore, urla agli assassini del marito. Da quel momento l’omicidio Agostino rimane avvolto per troppi anni nel mistero e nel silenzio, e da pochi anni è stato ripreso e ridiscusso in processo.
Nino Agostino infatti di giorno era un poliziotto e la sera un cacciatore di latitanti, e in quel periodo stava indagando sul fallito attentato dell’Addaura del 21 giugno 1989, quando sulla spiaggia sulla quale sorgeva la villa di Giovanni Falcone, alcuni agenti di scorta trovarono un borsone contenente cinquantotto candelotti di tritolo. Fu proprio partendo dall’Addaura che il magistrato palermitano, come è noto, parlò del possibile coinvolgimento di persone esterne a Cosa Nostra.
In ricordo della giornata Vincenzo Agostino farà dono alla scuola di un tema scritto dal figlio Nino Agostino, agente di polizia ucciso dalla mafia il 5 agosto1989. 
Aveva 18 anni Antonino Agostino il giorno in cui scrisse, alla V ELC dell’istituto tecnico industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, un compito in classe. Il tema era sulla criminalità. Era il 1979. E Nino, come tutti lo chamavano, aveva già le idee ben chiare su mafia e legalità. Un compito in classe che parla di “potere occulto”, delle “diramazioni della mafia tali da far tremare le fondamenta di un grattacielo”, “dell’indifferenza del cittadino”. Parole scritte da un ragazzo di 18 anni che adesso sembrano terribilmente profetiche del suo tragico destino.
Giovedì 12 maggio 2022 alle ore 9.00  
Tutte le classi della secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo di Castell’Umberto, Sinagra Raccuia e Ucria, in collegamento on line, incontrano il giornalista Salvo Palazzolo, autore, con Agnese Borsellino, del libro “Ti racconterò tutte le storie che potrò”. Presenta l’evento Rossana Franzone, giornalista.
Salvo Palazzolo, inviato speciale del quotidiano “la Repubblica”, vive e lavora a Palermo. Negli ultimi trent’anni ha raccontato le trasformazioni del fenomeno mafioso dopo le stragi Falcone e Borsellino. È tra gli sceneggiatori delle docu-fiction Scacco al re. La cattura di Provenzano, Doppio gioco, le talpe dell’antimafia e Le mani su Palermo andate in onda su Rai 3.Tra le sue pubblicazioni:  Ti racconterò tutte le storie che potrò con Agnese Borsellino, “Collusi” con Nino Di Matteo, “Il codice Provenzano” con Michele Prestipino,
“I pezzi mancanti. Viaggio nei misteri della mafia”, e il recentissimo “I fratelli Graziano
Stragi di mafia, segreti, complicità”.
La signora Agnese, ha voluto utilizzare gli ultimi mesi della sua vita per lasciare dietro di sé – ai figli, ai nipoti, alle persone che mantengono vivo il ricordo di Paolo Borsellino e, in definitiva, a tutti gli italiani – i ricordi di una vita accanto a un eroe civile, che era un uomo normale, innamorato della moglie, giocoso con i figli, timido ma anche provocatorio, generoso e indimenticabile.
Anche questo incontro segna il compimento del Progetto Lettura svolto dagli alunni durante l’anno scolastico 2021-2022.
Nel trentennale delle stragi di Capaci e Via D’Amelio proprio l’esempio e le parole di Agnese Borsellino, ancorate a un amore infinito, sono il modo più bello per toccare il cuore dei giovani, educare all’impegno civile e alla memoria:
“E mi sembrerà di sentire la voce di Paolo che accoglie a braccia aperte i suoi nipoti e a ognuno racconta una storia bellissima. Nessuno di loro ha conosciuto questo nonno così speciale. Ecco un altro motivo per cui ho deciso di scrivere, perché i miei bambini possano portare sempre nel cuore la gioia e la forza di nonno Paolo. Tutti i bambini del mondo dovrebbero crescere con la gioia e con la forza nel cuore. La gioia e la forza di una storia a cui si sono appassionati. Se non ce l’hanno ancora, proverò io a raccontargliela.”
6/5/22 – Comunicato stampa

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