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Calcio, multa salata e diffida al Città di S. Agata. La Giustizia Sportiva ai tempi del Covid-19

Città di S. Agata-Licata Calcio 0-1

Giustizia sportiva in tempo di Covid-19, multa di tremila euro e diffida per il Città di S. Agata, per presunta indebita presenza di molti spettatori in tribuna ed oltre il recinto, su terreni privati, come tiene a precisare il club, nel video che segue, fonte pagina Facebook del Città di S. Agata, diffuso e confezionato dal giornalista, Angelo Giallombardo, Addetto Stampa del sodalizio. 
Da giorni, è questo l’argomento molto dibattuto, da quando è appreso del provvedimento del giudice sportivo della Serie D, che in merito alle gare di domenica 7 febbraio 2021, ed in particolare per il match del “Fresina”, tra Città di S. Agata e Licata Calcio, 0-1, gol di Indelicato, all’85’.
Per quanto avvenuto, per il club biancoazzurro, sconfitto nel derby siciliano con i gialloblu, oltre al danno la beffa.
Come si legge nel comunicato ufficiale n. 104 del 10/02/2021, tra i provvedimenti, c’è anche quello dell’ammenda di Euro 3.000,00 e diffida , al Città di S. Agata, così motivata: ” Per la indebita presenza di numerosi sostenitori sulle tribune (circa 50) ed intorno al recinto di gioco (circa 150) in palese violazione delle disposizioni legislative e federali volte a contenere il diffondersi della pandemia da Covid-19. I medesimi sostenitori, al termine della gara, rivolgevano reiterate espressioni offensive e discriminatorie all’indirizzo dell’Arbitro intimorendo gli Ufficiali di gara e favorendo l’intervento delle Forze dell’Ordine che li scortavano al di fuori dell’impianto sportivo.”
A proposito, molto chiara la difesa del club santagatese che ha presentato ricorso nei termini prescritti, come ha spiegato nel video, Gianluca Amata (Team Manager), nella immediatezza del provvedimento.
Da osservatori, si può affermare, che il caso del Città di S. Agata, così come è stato valutato, potrebbe creare un precedente anche in campionati di categoria, ad esempio di Eccellenza, in vista di una possibile ripresa del campionato. Categoria, come altre, dette minori, spesso ospitati ( e non solo in tempi di emergenza sanitaria), in impianti con caratteristiche particolari, dove è molto diffuso il fenomeno dei cosiddetti “portoghesi”, oltre alla consuetudine di acquattarsi in determinate zone degli impianti sportivi, eludendo il servizio di sorveglianza.