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Troppi centri scommesse a Milazzo, il sindaco prende posizione

DSCN0536Troppi centri scommesse a Milazzo. A prendere posizione contro la ludopatia e gli interessi anche criminali ad essa connessi, è il sindaco Carmelo Pino che invoca interventi legislativi per porre fine ad un fenomeno che sta avendo gravi ripercussioni sui cittadini.
“Sinceramente resto sempre più sorpreso nel vedere sorgere come funghi queste attività – afferma il primo cittadino – che sicuramente non rappresentano un segnale positivo di crescita. Nei mesi scorsi abbiamo ospitato a Milazzo un convegno nel corso del quale è venuto fuori in modo inequivocabile che il fenomeno del gioco d’azzardo al giorno d’oggi crea una dipendenza grave quanto quella da sostanze stupefacenti, se non maggiore. La crisi infatti paradossalmente induce le persone, anche adulte a vedere nel gioco una vera e propria ancora di salvezza e si va all’inseguimento della vincita che cambia la vita. Nulla di più sbagliato. Quale ruolo educativo svolge lo Stato nei confronti dei giovani e dei soggetti “fragili” attratti da facili e illusori guadagni? Nessuno, anzi la liberalizzazione ha favorito l’apertura di questi centri. Non capisco perché per aprire una farmacia o una rivendita di tabacchi occorre rispettare determinati parametri e invece per una sala scommesse o una sala giochi tutto può avvenire senza limiti. Una contraddizione che sta provocando danni gravissimi alle famiglie. La mia impressione è che ci troviamo di fronte ad uno Stato “biscazziere” che non contento della tremenda tentazione dei “gratta e vinci” crea false illusioni con le macchinette“. Per questo lancio un appello che mi auguro possa essere condiviso anche da altri colleghi sindaci – affinché la questione venga affrontata dal punto di vista legislativo. I deputati regionali e nazionali dovrebbero assumere posizioni forti, votando una volta per tutte delle normative che tutelino i cittadini, anziché dibattere  come spesso accade di questioni di lana caprina”.
Comune di Milazzo
Ufficio Stampa
Comunicato n. 392 del 30/10/2013.