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San Filippo del Mela: ll 12 Febbraio non è un giorno come gli altri

Il massacro di Pontecagnano: ricordo di due eroi
di Arcangelo Stramandino
Il ricordo di due eroi

SAN FILIPPO DEL MELA. Il 12 Febbraio non è un giorno come gli altri. Da ben 24 anni. Cadrà domani, infatti, il XXIV° anniversario del massacro di Faiano di Pontecagnano (nel salernitano) in cui il 23enne Carabiniere, di San Filippo del Mela, Fortunato Arena perse la vita, nel corso di un normale controllo di routine. Erano da poco passate le ore 20 del 12 febbraio 1992 quando Arena assieme al collega 29enne Claudio Pezzuto (nativo di Surbo in provincia di Lecce) rimase insospettito dalla presenza, nella piazza centrale, di un fuoristrada (Nissan Patrol di colore bianco). A bordo due persone, tre in base ad alcune testimonianze.
Subito dopo il controllo dei documenti, mentre Arena era ancora intento a trasmettere i dati via radio, una normale piazza di paese si è trasformata, per cinque fatali minuti, in un campo di battaglia.
“Come a Medellin. Raffiche di mitra tra la folla, gente che fugge, due carabinieri massacrati” –cita l’articolo del Corriere della Sera il giorno successivo-. I malviventi, infatti, abbandonano l’autovettura e, imbracciando i loro mitra, cominciano a crivellare di colpi i due militari. Arena, raggiunto dalla prima raffica, si accascia sull’autopattuglia, Pezzuto, vistosamente ferito, estrae la pistola e spara alcuni proiettili, tentando di mettersi in salvo nel porticato di un negozio. Ma uno dei banditi lo raggiunge e lo uccide. Successivamente gli assassini montano sul fuoristrada e si dileguano ad alta velocità. Verranno arrestati (e condannati all’ergastolo) cinque mesi dopo in una villetta a Calvanico, nella Valle dell’Irno. Il blitz scattò all’alba del 14 luglio. I killer furono sorpresi in camera da letto con le armi in pugno. Si trattava di Carmine D’Alessio (morto di cancro il 14 giugno del 2008) e Carmine De Feo, affiliati ad una cosca malavitosa. L’arresto di Rita De Feo, sorella del boss in fuga, è stato decisivo per portare a termine l’operazione.
Era lei, infatti, a tessere i fili di una latitanza sempre più complicata, dopo la dura sconfitta (subita a opera di una cosca rivale) nella guerra per il controllo del territorio. I Carabinieri hanno fatto irruzione nella villetta dopo aver recintato tutta l’area circostante. L’abitazione era stata presa in affitto per il mese di luglio da Francesco Greco, 28 anni, un imprenditore edile di Baronissi, successivamente ammanettato dagli inquirenti con l' accusa di aver fatto da "vivandiere" per i due banditi. Insieme a questi ultimi, è stato trovato un arsenale: due fucili automatici con canne mozze; una pistola Beretta calibro 7,65; due mitragliette di fabbricazione israeliana, una delle quali sarebbe stata usata per uccidere i due Carabinieri; due pistole calibro 9 parabellum, del tipo in dotazione alle forze dell' ordine, entrambe con matricola abrasa. Una di esse è stata sottratta la mattina del 12 febbraio, a un Carabiniere in borghese, e poi utilizzata durante la sparatoria nella piazza di Faiano.
Il filippese Fortunato Arena, all’epoca dei fatti sposato da appena sette mesi, lasciò la moglie incinta. Celebrazioni a Faiano di Pontecagnano, dove più volte hanno presenziato le vedove (Tania Pisani Pezzuto e Angela Lampasona Arena) dei due eroi.
DI ARCANGELO STRAMANDINO