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Messina: Libera Sicilia contro le mafie. Il lungo cammino per diventare…persone d’onore

La XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, si svolgerà a Messina e in contemporanea in tanti luoghi in tutta Italia. Messina sarà anche protagonista nei giorni del 20 (con l’incontro tra i familiari delle vittime e a seguire momento ecumenico di ricordo delle vittime) e del 21 (con la marcia al mattino e i seminari)

Il programma di Messina, 20 e 21 Marzo 2016

21 marzo

Si svolgerà a Messina e in contemporanea in tanti luoghi in tutta Italia la XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie “Ponti di memoria, Luoghi di impegno”.
Come ogni anno, nel primo giorno di primavera, simbolo di rinascita, la rete di Libera, gli enti locali, le realtà del terzo settore, le scuole e tanti cittadini, assieme alle centiania di familiari delle vittime, si ritroveranno in tanti luoghi, per ricordare nome per nome tutti gli innocenti morti per mano delle mafie, creando in tutto il Paese un ideale filo di memoria, quella memoria responsabile che dal ricordo può generare impegno e giustizia nel presente.
La lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie, nello stesso giorno, alla stessa ora unirà Messina con i tanti luoghi in tutta Italia.

Il programma di Messina
Domenica 20 marzo

Ore 15.00 Teatro Vittorio Emanuele II Assemblea dei familiari delle vittime innocenti delle mafie (riservato ai familiari)
Ore 17.30 Chiesa Parrocchiale di Santa Caterina Valverde, – Veglia ecumenica di silenzio, riflessione e preghiera con i familiari delle vittime innocenti (l’accesso sarà prioritariamente garantito ai familiari delle vittime delle mafie)

Lunedi 21 marzo
Ore 7.00 Concentramento Manifestazione Piazza Filippo Juvara .
Ore 9.00 Partenza Manifestazione
Percorso: Via Garibaldi, Corso Cavour, Via Tommaso Cannizzaro, Viale S. Martino, Via I Settembre
Ore 10.30 – 13:00 Arrivo in Piazza Duomo: Lettura dei nomi delle vittime e interventi di Libera, Avviso Pubblico, familiare delle vittime.
A partire dalle ore 13:00 in piazza Duomo tigelle e gnocchi fritti gratis, offerti dal Gruppo di Niscemi.
Ore 14.30-17.30 Gruppi di lavoro tematici.

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IL LUNGO CAMMINO PER DIVENTARE… PERSONE D’ONORE
di Federica Gitto
Se ci domandiamo cosa sia la “mafia”, o meglio, se ci scervelliamo per trovarle una definizione esaustiva, forse stiamo perdendo solo tempo. Con l’avvicinarsi del 21 marzo, giornata nazionale della memoria e dell’impegno, promossa dall’associazione antimafia Libera, è doveroso sentire dentro di noi l’esigenza di riflettere. La mafia non è un’associazione a delinquere, non è la criminalità organizzata. Quella è Cosa Nostra (in Sicilia), la Sacra Corona Unita (in Calabria), ecc… La mafia è di più. La mafia è un enorme scatolone in cui possiamo trovare un’infinità di comportamenti e filosofie di azione che, ci sconvolgerà sapere, applichiamo nella nostra vita quotidiana, tutti noi, a qualsiasi latitudine.
Corruzione, prevaricazione, furbizia, tornaconto personale, disumanità, rigetto della legge, presunzione,volontà di uccidere il libero pensiero, desiderio di spegnere il dialogo, controllo dei deboli, dittatura: non sono astrattismi. Quando, in classe, urliamo sopra a un nostro compagno che la pensa diversamente da noi; quando emarginiamo chi ci fa notare di aver sbagliato; quando ci impegniamo non a rispettare la legge, ma a trovare il modo di raggirarla; quando approfittiamo o, meglio, abusiamo della nostra autorità per applicare incondizionatamente l’ipse dixit; quando rifiutiamo ogni forma di dialogo, per paura che qualcuno smonti una nostra convinzione, ritenendo che solo noi siamo nel giusto, che ciò che diciamo noi è legge; quando, di fronte alla possibilità di fare una scelta, di qualsiasi tipo, alla fine optiamo sempre per quella che avvantaggi noi stessi e non la comunità; allora, questa è mafia.
Come fare ad abbattere questo male, questo cancro? Purtroppo, non si tratta di un’influenza: con una compressa non va via nel giro di poco tempo. E’ un cancro, appunto: ha bisogno di una cura lenta e dolorosa per essere debellato. Le giornate nazionali organizzate da Libera sono utili: lanciano segnali, tengono sempre in tensione la nostra coscienza, servono a “modellare” la nostra morale, sebbene non si tratti di inculcare dottrine ma di farle recepire consapevolmente. Ma non basta. Se ognuno di noi, tornando a casa il 21 marzo, o il 23 maggio, o il 19 luglio, si limiterà a inneggiare a Falcone e Borsellino, ma proseguirà, recidivo, nel comportarsi da mafioso, nel suo piccolo, non avrà concluso niente. Per eliminare la mafia che c’è in noi, dal magistrato allo spacciatore di “erba”, bisogna crearsi una coscienza, bisogna auto-controllarsi, saper individuare autonomamente il confine tra bene e male, giusto e sbagliato. E come farlo? Studiando. La cultura, l’unica arma in grado di darci la libertà, ci forma come cittadini, come esseri liberi, raziocinanti. Diffidiamo di chi ci vuole ignoranti: sarà, questi, il più mafioso di tutti, perché ci vorrà corrompere e manipolare sfruttando la nostra ignoranza. Accogliamo, invece, con favore, lo studio, anche se ci pesa, anche se vorremmo evitare alcune materie “pallose”. E’ un sacrificio, ma un sacrificio che ci renderà uomini. Donne e uomini “d’onore”… e stavolta, sul serio.