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La Banda Mascagni torna da Conversano con un bagaglio di emozioni e consapevolezze

Bagaglio più pesante per la Banda "Pietro Mascagni" Città di Milazzo, di ritorno dalla XXIII edizione del "Bandalarga Puglia Festival" di Conversano. Non a causa dei classici souvenirs da viaggio o dei regali promessi agli amici e parenti rimasti a casa, ma bensì grazie alle incredibili emozioni ed agli innumerevoli rapporti umani stretti nel corso di questi giorni trascorsi a suon di musica. A descriverli è il M° Giuseppe Maio, perno della compagine mamertina, gratificato dall'esperienza in terra pugliese.
Cosa riporta indietro con sé la Banda Mascagni, dopo essere stata a Conversano?
"E' stata un'esperienza unica, in un posto che non conoscevamo affatto, con un pubblico fantastico e caloroso. Riporteremo indietro l'accoglienza, gli applausi, l'estremo rispetto nei nostri confronti ed in quelli della musica bandistica. E' stato emozionante dirigere in Puglia a distanza di molti anni dall'ultima banda siciliana.
La maniera pugliese di concepire la banda è molto diversa dalla nostra. La gente ha pagato il biglietto per accaparrarsi le sedie sul sagrato della Basilica Cattedrale per l'intero periodo del Festival e gli amministratori locali ed i cittadini considerano le bande alla stregua di una vera e propria orchestra.
Quasi non esistono i cantanti e durante le feste si da ampio risalto alla banda musicale. Ogni anno, a novembre, i comitati fanno un'asta in stile calciomercato per garantirsi i servizi di gruppi bandistici e solisti durante la stagione. Vi è un rispetto incredibile e far parte di una banda è vissuto come un lavoro a tutti gli effetti. Tutto questo in Sicilia, purtroppo non avviene".
Ci sono differenze fra il vostro stile musicale e quello della banda pugliese?
"Abbiamo potuto osservare un nuovo modo di suonare. Loro, rispetto a noi ricercano la musica classica e, maggiormente, la marcia sinfonica.
Suonano in cassa armonica e necessitano di più potenza. Il nostro stile è più delicato e curato, con delle musiche originali per banda. Ma ci sono anche dei punti di contatto e siamo stati molto apprezzati ed applauditi, durante le esecuzioni".
Si dice che viaggiando si fanno nuove amicizie. Che tipo di rapporti umani avete instaurato durante queste giornate?
"Ognuno di noi ha potuto stringere legami molto belli, basati sulla reciproca stima e sull'amore per la musica. Ci hanno scritto molti maestri e musicisti del Conservatorio di Bari, per ringraziarci dopo averci ascoltato. Abbiamo ricevuto molte richieste di amicizia sui social e stabilito rapporti che non avrei mai immaginato di poter costruire in così poco tempo. A livello emotivo le emozioni sono state forti. Ci hanno chiesto di tornare ed anche noi, se dovessimo riuscire a racimolare fondi per la Rassegna musicale del prossimo anno, vorremmo ospitarli a Milazzo".
Quali sono i luoghi più suggestivi che avete visitato?
"Ci sono luoghi caratteristici, che profumano d'odori borgali ed altri posti fantastici, come Polignano a Mare e le sue spiagge bianche. Durante il viaggio di ritorno abbiamo fatto visita anche ai Trulli di Alberobello".
Alla luce di questa esperienza, qual è il suo messaggio per i suoi ragazzi?
"Ho la fortuna di dirigere un gruppo di persone meravigliose che sono le prime a spronarmi e a darmi carica e sostegno. Questo viaggio per noi ha rappresentato uno stimolo per continuare a crescere e suonare e ci ha restituito quel senso di dignità e rispetto che in Sicilia non è ancora riservato alle bande musicali. Provo orgoglio e gioia perchè ho visto i miei ragazzi felici.
L'11 agosto parteciperemo ad un raduno bandistico a Castroreale e cercheremo di tradurre in note la nostra pazzesca energia".