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Calcio Juniores Sicilia: Martedì 7, finale Camaro-Parmonval. Ma c’è il reclamo del Catania S. Pio X

Campionato Juniores, riservato alle società dei campionati regionali Sicilia. La finale tra Camaro e Parmonval, in un primo momento fissata a Canicattì, si giocherà al Comunale di Ravanusa, campo neutro, con l’organizzazione affidata alla società Canicattì. L'incontro è stato fissato nella giornata di martedì 07.05.2019 ore 16:30,  con eventuali tempi supplementari e rigori. Le squadre di Camaro e Parmoval, hanno ottenuto la qualifcazione alla finale regionale, dopo aver vinto le rispettivamente semifinali, disputate lo scorso 30/04/2019, ore 16,30, in campo neutro. Adesso, sono attese alla finale per la conquista del titolo regionale e della qualificazione alla fase nazionale. Ma sulla disputa dello spareggio regionale, pende un reclamo, bocciato in prima istanza, ma ora al vaglio  del CRA Sicilia e della Procura Federale della FIGC, come riporta il comunicato che segue (stralcio del Comunicato Ufficiale n°423 del 2 maggio 2019).
I risultati delle semifinali del 30/04/2019, ore 16,30:
Camaro 1969-Catania S. Pio X 5-1
Campo “San Giacomo”” di Castiglione di Sicilia.
Parmonval – Football Club Gattopardo 2-0
Campo “Vito Di Marco”di Cammarata.
Finale – Gara unica in campo neutro (Comunale di Ravanusa) martedì  7 maggio 2019 – ore 16.30
Camaro-Parmonval
In caso di parità al termine dei 90’ minuti regolamentari verranno disputati due tempi supplementari da 15’ ciascuno; persistendo ulteriore parità verranno  calciati i tiri di rigore secondo le modalità previste dal vigente regolamento.
Comunicato Ufficiale n°423 del 2 maggio 2019 – FASI FINALI JUNIORES REGIONALE
GARE DEL 30/ 4/2019 – DECISIONI DEL GIUDICE SPORTIVO
gara del 30/ 4/2019 CAMARO 1969 S.R.L. – CATANIA S.PIO X A R.L. 5-1; Reclamo Catania S.Pio X
"Con reclamo proposto la Società Catania S.Pio X segnala come l'arbitro abbia impedito la partecipazione alla gara al proprio calciatore Cavallaro Marco, obbligando il dirigente accompagnatore a depennarlo dalla distinta poiché sprovvisto di documento di riconoscimento; la reclamante fa rilevare come il calciatore, del quale il genitore era corso a prendere il documento, avrebbe potuto in qualunque momento prendere parte alla gara previo regolare riconoscimento; la Società reclamante ribadisce di avere più volte cercato inutilmente di convincere il direttore di gara all'osservanza delle norme regolamentari, costretta poi a depennare il Cavallaro per evitare l'assunzione di minacciati provvedimenti disciplinari;
Chiede, per quanto sopra, che venga deliberata la ripetizione della gara per errore tecnico dell'arbitro; Esaminati gli atti ufficiali, si rileva che effettivamente il Cavallaro risulta nella distinta di gara della Società Catania S.Pio X con la maglia n. 10, tuttavia depennato e sostituto quale titolare con la maglia n. 16 dal calciatore Tavella Daniele;
Allegata al referto è anche una dichiarazione resa dai dirigenti della Società Camaro 1969 i quali, alla fine del riconoscimento dei calciatori della Società Catania S.Pio X, vedevano uscire l'arbitro dagli spogliatoi di quest'ultima "in contestazione" con i dirigenti della stessa riguardo la mancanza del documento di riconoscimento di un loro calciatore inserito in distinta da titolare;
Poichè l'arbitro però non precisa se la cancellazione del Cavallaro è avvenuta su iniziativa del dirigente accompagnatore o su propria sollecitazione, come affermato dalla reclamante, si è ritenuto necessario chiedere allo stesso supplementi di rapporto a chiarimento dei fatti; con tali supplementi il direttore di gara dichiara che: "In riferimento alla sua richiesta di chiarimenti inoltratami con email in data 1/05/2019, le comunico che, il sottoscritto, non ha mai chiesto alla società "Catania S. Pio X" di depennare dalla lista dei giocatori nessun tesserato, per tanto tale azione è stata fatta in piena autonomia dalla società stessa. Il comportamento tenuto dal sottoscritto è stato lineare con quanto stabilito dalle norme federali, circa le attività da svolgere prima dell'inizio della gara"; ed ancora: "In riferimento al secondo punto informo che, dopo il riconoscimento riguardante la società "Catania S. Pio X", non c'è stato alcun tipo di contrasto tra il sottoscritto e la società stessa, ma solamente dei chiarimenti data la mancanza sia fisica che del documento d'identità/ Tessera FIGC del calciatore in questione, tanto da aspettare fino alle ore 16:45 l'arrivo di esso, fino a quando poi, la società "Catania S. Pio X, prende la decisione di depennarlo autonomamente, come già descritto negli altri supplementi di rapporto";
Considerato che il rapporto dell'arbitro ed i supplementi successivamente inviati hanno, sino a dimostrazione contraria, valenza privilegiata di prova in ordine agli accadimenti di gara, appare opportuno, a conferma del corretto procedere dello stesso, rammentare alle Società le norme che regolano la fattispecie che qui ci occupa riportate alla Regola 3 del Regolamento del Giuoco del Calcio; infatti, al punto 5), tra l'altro, si legge che "il calciatore in origine titolare può divenire un calciatore di riserva" e, ancora, alle Decisioni Ufficiali FIGC relative ai "calciatori ritardatari o rientranti" si legge che:
"1) I calciatori ritardatari, anche se non iscritti in elenco, hanno diritto di prendere parte al gioco in qualsiasi momento della gara, previa identificazione e comunque con l'assenso dell'arbitro.
2) I calciatori di riserva ritardatari, purché già iscritti nell'elenco di gara prima dell'inizio della stessa, hanno diritto di prendere parte al gioco in qualsiasi momento della gara, previa loro identificazione da parte dell'arbitro.";
Per quanto sopra;
Considerato che la Società Catania S. Pio X avrebbe benissimo potuto evitare di depennare il nominativo del Cavallaro al fine di poterlo impiegare non appena in possesso del documento di riconoscimento, cosa che invece ha fatto in via del tutto autonoma allo scadere del tempo di attesa previsto;
Si delibera:
Di respingere il reclamo proposto dalla Società Catania S.Pio X, addebitando alla stessa la relativa tassa;
Di dare atto del risultato conseguito in campo;
Di rimettere gli atti al CRA Sicilia per quanto di competenza;
Appare poi opportuno, viste le contrastanti dichiarazioni rese dall'arbitro e, con il proprio reclamo, dalla Società Catania S.Pio X, rimettere gli atti alla Procura Federale della FIGC per gli accertamenti di competenza onde potere chiarire effettivamente quanto accaduto e ciò ai sensi dell'art. 34, comma 4, del C.G.S."