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Basket: Capo d’Orlando-Trapani, un derby tutto da vivere

lardo priullaL’assistant-coach Flavio Priulla (nella foto): “Derby, che passione!”
Capo d’Orlando-Trapani è senza dubbio la partita di cartello della prossima giornata di campionato. E’ una gara particolare, quella di domenica, anche perché, tra le fila di Capo d’Orlando, ci sono diversi trapanesi doc. A cominciare dal d.s. Francesco Venza, da poco nominato miglior manager della LegaGold, seguito dal fotografo ufficiale Joe Pappalardo e dal preparatore atletico Walter Allotta che, in un’intervista, ha dichiarato che la riconoscenza verso l’ Orlandina basket è così forte che dopo la palla a due non avrà dubbi per quale squadra fare il tifo.
Tra le nostre fila c’è una persona che di derby contro l’Orlandina ne ha affrontati tantissimi. Stiamo parlando dell’assistant coach Flavio Priulla.
Flavio  Priulla, sei ormai un veterano… Qual è stato il tuo primo derby?
“Dobbiamo fare un bel salto nel tempo e ritornare alla stagione 1998/99 in serie B2 quando ancora ero giocatore. Ricordo che ci affrontammo sia in campionato che soprattutto ai play-off. Noi vincemmo la partita nonostante Capo d’Orlando annoverasse tra le sue fila un giocatore immenso, al secolo Alessandro Fantozzi, che era assolutamente un lusso per quella categoria. Ricordo però di essere rimasto impressionato dalla cornice di pubblico che si era creata”.
Quale ricordi invece con maggiore piacere?
“Senza dubbio i due derby in Legadue nella stagione 2003/04. Loro erano una corazzata imbattibile tanto che alla fine vinsero meritatamente il campionato. Nella loro panchina siedeva Sacchetti ed avevano giocatori quali McIntyre, Hoover, Oliver ed Howell. Perdemmo entrambe le sfide ma vendemmo cara la pelle. Furano partite bellissime e giocate con impressionante intensità. Credo che quello fu l’ultimo derby che giocammo contro Capo d’Orlando. Per varie ed alterne vicende societarie non ci siamo mai più sfidati”.
Qual è il derby più sentito: questo o quello contro Barcellona?
“A mio parere sono entrambi molto sentiti. Però se proprio dovessi dare la mia opinione, secondo me questo è il derby più “storico”. Ci siamo affrontati tantissime volte ed in tutte le categorie e abbiamo sempre proceduto quasi di pari passo”.
Come valuti il roster di Capo d’Orlando?
“A mio parere, come roster e come qualità di gioco, l’Orlandina è una delle favorite al salto di categoria. Se in quella squadra stanno bene tutti, se non patiscono infortuni come quelli che hanno subito ad inizio campionato, potranno sicuramente dire la loro fino alla fine. Hanno tre giocatori: Basile, Soragna e Nicevic che quando stanno bene fanno fare loro davvero la differenza. Non solo a livello di punti realizzati ma anche e soprattutto dal punto di vista delle letture e della qualità del gioco che riescono a far esprimere alla squadra”.
Dal punto di vista tattico, quale ritieni possa essere la chiave per poter vincere?
“Loro sono una squadra che ama correre in contropiede. Noi dovremo essere bravi a contenerli e difendere forte. Se poi riusciremo ad essere concentrati a rimbalzo come domenica scorsa contro Biella, senza concedere loro secondi e terzi, tiri potremmo dire la nostra”.
*****La scheda dell’Upea Capo d’Orlando
La squadra del presidente Enzo Sindoni ha assemblato un roster ricco di giocatori dall’illustre curriculum come Basile, Soragna e Nicevic, pur se dall’età media un po’ elevata, impreziosito oltretutto dalla presenza di due stranieri di sicuro rendimento. Il comando è stato affidato al vulcanico coach Gianmarco Pozzecco, argento olimpico ai giochi di Atene 2004 assieme ai predetti Basile e Soragna. In cabina di regia è arrivato in corsa D’Wayne Mays (1984), più realizzatore che costruttore di gioco. Il suo impatto è stato salutare per la squadra, data la sua abilità nel trovare il canestro in arresto e tiro. Un po’ meno efficace in uno contro uno, risulta comunque un notevole assist-man. Finora viaggia a 18.1 p.ti, 2.8 rimbalzi, 3.1 assist, tirando con il 67.3% da due ed il 34% da tre. La guardia è il siciliano Marco Portannese (1989) che fa valere il suo talento offensivo e le indubbie doti atletiche. Finora ha contribuito notevolmente alla causa con 11.3 p.ti, 5 rimbalzi, 2.7 assist, concludendo con il 40% da due, 38.6% da tre oltre l’85.3% ai liberi. Risulta davvero importante nello scacchiere di coach Pozzecco dato che può ricoprire anche il ruolo di “tre”. L’ala piccola è Dominique Archie (1987), americano tra i più produttivi dell’intera Adecco Gold che coniuga atletismo, solidità a rimbalzo e pericolosità al tiro. Nelle prime uscite stagionali scrive 17.5 p.ti per gara conditi da ben 8.1 rimbalzi con buonissime percentuali, sia da due (55.6%) che da tre (39%). Migliorabile invece ai liberi (65.3%). Il classico “all-around”, da una mano su entrambi i lati del campo. Può giocare qualche minuto da “quattro” tattico.  Ruolo che non disdegna, pur essendo un’ala, Matteo Soragna (1975), giocatore dalla grande intelligenza tattica, molto abile difensivamente. L’età e qualche acciacco fisico hanno fatto si che le sue attuali cifre stagionali si limitino a 7 p.ti, 3.1 rimbalzi, con un buon 60.7% da due, un ottimo 45% da tre e l’84.2% ai liberi. Cifre destinate a crescere quando salirà la condizione fisica. Il centro della squadra è il veterano Sandro Nicevic (1976), con un repertorio di movimenti, sia in post basso che in post alto, da manuale. Finora viaggia con 10.9 p.ti (48.8% da due), catturando anche 4.3 rimbalzi per gara. Molto bene ai liberi (89.3%) dove fa valere la sua mano educata. Dato il suo talento, ci si aspetta decisamente di più. Titolare aggiunto dell’Orlandina è l’eterno Gianluca Basile (1975), una delle più forti guardie italiane di sempre, che finora ha attraversato diversi guai fisici che l’hanno penalizzato non poco. I numeri risentono di ciò: 8.3 p.ti, 3.8 rimbalzi, 3.1 assist. Finora ha tirato col contagocce sia da due che ai liberi, esaltandosi invece nella specialità della casa, il tiro dalla distanza (47.6%). Il suo proverbiale “tiro ignorante” ha già lasciato il segno nei finali di gara. Una grossa mano arriva poi da Andrea Benevelli (1985), confermato “tre/quattro” che si dimostra buon difensore anche se la sua mano non è proprio tra le più educate. Garantisce finora 6 p.ti (51% da due, 31.3% da tre) oltre 2.5 rimbalzi. Un buon contributo arriva altresì dal giovane play-guardia Tommaso Laquintana (1995) che si alza dalla panchina scrivendo 3.4 p.ti oltre 2.7 rimbalzi. Imprime grande energia sul parquet, sia in difesa che in attacco. Peccato per le percentuali da film dell’orrore (24% da due, 20% da tre). Nel roster poi troviamo Dario Cefarelli, ala piccola del 1983, finora in campo per circa 8 minuti a gara con 2.3 p.ti di media, ed infine Leonardo Ciribeni(1992), guardia/ala che finora di fatto s’è limitato al ruolo di spettatore.
Trapani, venerdì 20 dicembre 2013
COMUNICATO STAMPA N. 167 
Ufficio Stampa Pallacanestro Trapani