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Appello dal Nobel per l’Ambiente Ercolini:“Votate No al referendum sull’inceneritore”

Appello dal Nobel per l’Ambiente Ercolini:“Votate No al referendum sull’inceneritore”
di Arcangelo Stramandino
SAN FILIPPO DEL MELA. “Nel vostro paese e nella vostra valle si vuole percorrere una strada pericolosa (quella della combustione dei rifiuti mediante il Css) e contraria rispetto al resto d’Europa”. A sostenerlo sono Rossano Ercolini (vincitore del Goldman Environmental Prize 2013, il “Nobel” per l’ambiente) ed Enzo Favoino (Chairman del Comitato scientifico di Zero Waste Europe, in prima linea per la diffusione della strategia “Rifiuti Zero” a cui oggi aderiscono 217 comuni italiani per un totale di 4.536.733 di abitanti). Collegati via skype i due studiosi si sono rivolti alla vasta platea (composta da amministratori locali e cittadini) che ha gremito l’aula filippese, intitolata a “Paolo Borsellino e la sua scorta”, in occasione del dibattito pubblico promosso dall’associazione Zero Waste Sicilia e dal suo presidente, il prof. Beniamino Ginatempo. Non solo i motivi ambientali, ma anche quelli economici, smentiscono il piano di Edipower/A2a. “Il progetto- sostiene Ercolini- è un reiterato tentativo di ridare la stura ad impianti di incenerimento dei rifiuti anacronistici in relazione alla macro-economia ed ai programmi della Comunità Europea. In realtà da ogni materiale è possibile estrarre ricchezza e produrre lavoro. Soprattutto per i nostri giovani e per i loro sogni che non possono essere mandati in fumo. Occorrono piattaforme per incentivare la strategia “Rifiuti Zero”, ma ne abbiamo solo quattro (una a Siracusa)”. L’esempio faro del “buon riciclo” Ercolini ce l’ha proprio in casa, nella sua Capannori, dove vengono utilizzati sacchetti prepagati (in base al rifiuto contenuto) quali garanzia di partecipazione comunitaria e tariffa puntuale.
“Con lo scellerato accordo Stato-Regione e l’art. 35 del Decreto Salva Italia- dice l’autore di “Non bruciamoci il futuro”- stiamo cadendo nella ragnatela dell’industria sporca, dell’incenerimento a tutti i costi in vantaggio delle multiutilities come “Hera” (di Bologna) ed “A2a” (di Milano). Non potete farvi umiliare, il referendum è sacrosanto ed il territorio appartiene alla sua comunità. Sono sicuro che vincerà il No, ma prodigatevi per far votare tutti, perché se la maggioranza non si recherà alle urne si crederà vincitrice. L’argomento non può ridursi ad una questione politica, ma ad un atto di coscienza”.
Gli fa eco Favoino: “Bisogna puntare sull’economia circolare e sulla strategia “Rifiuti Zero”, per ragionare in ottica glocal (pensare globalmente e agire localmente). Una corretta gestione dei rifiuti, in favore del riciclo dei materiali e del recupero energetico ad alta efficienza dal rifiuto residuo, può contribuire in maniera significativa alla riduzione delle emissioni di gas serra. L’introduzione di impianti di riciclaggio e compostaggio comporterebbe un incremento di circa 480 mila unità lavorative (oltre 5 mila e 500 in Sicilia sulla base della produzione annua di rifiuti nell’isola)”. Paradossale, perché “solo tre anni fa la regione Sicilia aveva deciso di destinare una porzione di spesa agli impianti di compostaggio. Tutto ciò mediante un project financing (con la collaborazione fra ente pubblico e privati). Ma la gara andò deserta perché i privati non avevano avuto le garanzie dai comuni. Va da se, dunque, che incenerire i rifiuti è un errore. Il pacchetto di proposte comunitario, basato sull’economia circolare ha fissato l’obiettivo del recupero dei materiali al 65% nei prossimi anni. Ma non c’è un limite all’ambizione; il rifiuto residuo- prosegue- sarà stato utilizzato come un’arma dalla proprietà della Cte, in realtà può essere dimezzato riprogettando la raccolta differenziata. Non tutti sanno, poi, che sulla base di un Accordo Quadro nazionale con il Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi), è possibile ricevere introiti e delegare al consorzio la presa in carico dei materiali da imballaggio”.
Tutta una serie di benefici concreti, dunque, che cozzano con le prospettive del progetto A2a che, inoltre, non esclude del tutto il conferimento in discarica. I rifiuti speciali, infatti, non possono essere bruciati. Mal si sposa, poi, il continuo passaggio di mezzi pesanti (in direzione Archi) con un’area dichiarata ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale” il 4 settembre 2002 e Sito di Interesse Nazionale per le bonifiche “Area industriale di Milazzo” l’11 agosto 2006.
di Arcangelo Stramandino
Nella foto, come funziona l'inceneritore
Come funziona l'inceneritore